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Lavoro

Quota 41: come funziona se si viene licenziati o si danno le dimissioni

La quota 41 è una misura approvata dal governo per i lavoratori precoci che vanno in disoccupazione alla scadenza di un contratto a tempo determinato. È stata approvata con la legge di Bilancio del 2017.

La situazione di lavoratore precoce si realizza quando la persona fisica ha iniziato a lavorare molto presto, prima dei 18 anni, appartenenti a categorie determinate, e che abbiano chiaramente maturato i necessari anni di contributi.

Cosa cambia se si è licenziati

Si tratta di un sistema misto nel calcolo della pensione, che ha bisogno però di alcune specifiche tecniche per capire chi può usufruirne e chi no.

In pratica possono accedervi i disoccupati alla scadenza del contratto, ma che sono alla fine del periodo di disoccupazione coperto dal sussidio.

Questo riguarda anche i lavoratori che sono stati licenziati prima della scadenza, oppure che hanno lasciato il lavoro per giusta causa. I licenziamenti possono essere individuali o collettivi.

Sono esclusi quelli che stanno percependo l’assegno disoccupazione. Ma chi viene licenziato prima della scadenza, ed è un lavoratore precoce con almeno 12 anni di contributi versati dai 18 anni, con un totale di 41 anni di versamenti, può tranquillamente accedere alla propria pensione.

Le dimissioni o eventuale licenziamento devono essere involontari. Ovvero non devono essere licenziati per giusta causa, o le loro dimissioni devono essere motivati dalla giusta causa, come detto prima.

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