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Lavoro

Pensioni: secondo Boeri quota 100 costerà troppo

Il nuovo governo vuole introdurre la quota 100 per le pensioni, ma trova le critiche del presidente dell’Inps Tito Boeri, che parla di spese eccessive, attorno ai 15-20 miliardi di euro.

Questo costerebbe, secondo il titolare dell’istituto di previdenza, superare la legge Fornero. Un costo che l’Italia non potrebbe sostenere, secondo alcuni analisti. Eppure sono in molti oramai a essere convinti che servirà un cambio di rotta sulle pensioni.

La riforma Fornero non ha dato i risultati che ci si attendeva, pur mitigando la spesa pubblica. Il problema principale è l’esclusione, dal mondo del lavoro, di moltissimi giovani. Questo comporterà necessariamente un aumento dei costi delle pensioni.

Nessuna forza fresca per versare i contributi, ma anche una produttività limitata dall’età avanzata della fora lavoro. Questo è l’allarme lanciato anche dai giovani imprenditori edili, qualche giorno fa a Napoli.

La quota 100

La proposta di riforma delle pensioni, la famosa quota 100 prevista dal contratto di governo Lega-M5S, prevede la possibilità di anticipare l’età pensionabile dopo 41 anni di contributi. Questo servirà a far entrare i giovani nel mercato del lavoro. Ma al convegno a cui ha partecipato Tito Boeri, il tema è stato criticato dallo stesso presidente dell’Inps.

Per il manager, il costo iniziale sarebbe di 15 miliardi l’anno, per poi passare a 20 miliardi dal momento in cui la riforma sarà totalmente effettiva.

Secondo Boeri, l’Inps dovrà così affrontare un debito di 120 miliardi di euro. Il nuovo governo però smentisce, nel contratto siglato, queste cifre, e parla di un costo di 5 miliardi. E critiche, dal presidente dell’Inps, arrivano anche per il reddito di cittadinanza, che comporterebbe una spesa superiore alle previsioni.

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