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Lavoro: cresce l’occupazione, ma non al sud

L’ultimo rapporto Istat sull’economia italiana fa il punto sulla crescita positiva, anche occupazionale, ma il lavoro rimane al nord, mentre il sud rallenta.

Un dato che rispecchia la storia italiana, nonostante il 2015 aveva fatto ben sperare per il Meridione.

L’Istat certifica che l’occupazione in Italia è tornata quasi ai numeri del 2008, anche se il lavoro si è spostato in altri settori rispetto ai precedenti.

I dati Istat

L’Istat certifica il cambiamento in atto nel sistema paese, e in particolare nel mercato del lavoro. L’industria italiana, durante la crisi, ha perso 896.000 posti di lavoro, in maggior parte assorbita dal settore dei servizi, in cui sono entrati 810.000 nuove figure professionali. A pesare però sono il quasi mezzo milione di autonomi che hanno chiuso l’attività, durante la crisi, e solo in piccola parte sono stati assorbiti come dipendenti.

Si è di nuovo allargata la forbice della disparità tra nord e sud, nonostante i buoni dati del biennio 2015-16 per il Meridione, che aveva visto addirittura un’occupazione superiore a quella del Settentrione. Ma nel 2017 il sud ha perso più di 300mila lavoratori.
Il sud torna ad emigrare all’estero, in particolare verso i giganti d’Europa, come regno Unito, Francia e Germania, che garantiscono un futuro migliore. Sono più di 150mila gli italiani partiti oltre frontiera, sostituiti con quasi 200mila immigrati, secondo le fonti ufficiali, che hanno ottenuto la cittadinanza italiana.

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