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Finanza

Draghi annuncia fine QE. Bene borse e spread

Alla fine l’annuncio, tanto atteso, è arrivato: da gennaio termina il programma del QE, il Quantitative Easing della BCE, per acquistare i titoli di stato e calmierare i rendimenti dei debiti sovrani.

Dal 2019 gli stati, e in particolare quelli più esposti, non potranno più fare affidamento sulla banca centrale, per mantenere bassi i tassi sui loro bonds.

Il programma della BCE

Il programma di acquisto di titoli di Stato della Bce ha garantito l’Italia per l’acquisto di circa 345 miliardi di bonds. Il 16% del debito italiano è ora in mano alle banche, e il nostro paese ha risparmiato circa l’1% di interessi. Se prima il rendimento era mediamente del 4,6%, dal 2014 l’Italia ha pagato molto di meno. Per il 2018 si prevede di pagare interessi per il 3,5%.
Il programma verrà interrotto progressivamente, passando da 30 a 15 miliardi di acquisti a partire da ottobre. Poi, da gennaio, lo stop.

La BCE inizierà ad incassare, portando liquidità in banca per le operazioni ordinarie, come le obbligazioni private.

Da gennaio si vedrà la vera forza dell’Italia sui mercati. Lo Stato dovrà piazzare i suoi titoli all’asta, senza la garanzia che la BCE li compri poi sul mercato secondario. In questi anni, il 45% dei nuovi titoli italiani è stato messo a bilancio della BCE, ma già da quest’anno, si arriverà al 24% per passare poi al 9% l’anno prossimo.

Le borse hanno comunque reagito bene, mentre lo spread tra Btp e Bund è rimasto stabile.

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